La Compagnia della Bestia

Sessione 7

Sic transit gloria mundi, Urico

Intro con sottofondo

Durante l’intro parte questo video.

  • Bjorn, il torace coperto di bende, febbricitante, sta bevendo alla taverna nera con gli altri PG.
  • Ornogesi con le braccia legate buttati nella Fossa e bastonati dai due maestri di bastoni nella pietosa pantomima di un combattimento. Il pubblico è in delirio. Le fiaccole sono vietate, le tengono solo le guardie cittadine.
  • Bjorn alza il boccale e beve birra scura.
  • Il bambino perduto febbricitante nell’ospedale dei reietti di Hule. Accanto a lui, seduto su una vecchia seggiola scalcagnata, il Maestro, impassibile. Le gambe sono avvolte da un lenzuolo intriso di una sostanza giallastra.
  • Bjorn abbassa il boccale. C’è un menestrello che suona qualcosa in taverna, tutta l’attenzione degli astanti è verso di lui. Anche Urico, appoggiato al muro che un tempo era parte della stiva, lo osserva con uno straccio sporco in mano.
  • Altagard combatte nell’arena, senza armatura, col suo spadone. Contro di lui cinque guardie degli Altaiulo in uniforme. Lo feriscono di striscio, lui ne atterra uno con una piattonata, la gente grida. Poi con uno trucco un po’ sporco, mentre Altgar arretra una guardia riesce a farlo inciampare e cadere. Gli sono addosso, fermando le armi prima di ferirlo. Si arrende. Monete passano di mano. Difficile essere sicuri che lo scontro fosse preparato. Sugli spalti, Tolgar Voltaiulo sorride.
  • Bjorn è visibilmente ubriaco. Tercipomalo gli passa una fetta di pane intinto nella zuppa, e Bjorn la rifiuta. Finisce il boccale in un sorso. Grida per avere altra birra.
  • Fuori dalle mura, al buio, una donna vestita di stracci, con un bimbo al seno, rabbrividisce per il freddo. Guarda con aria preoccupata l’oscurità davanti a lei, verso la foresta. Poi si volta per guardare il mare, oltre le mura, dove ondeggiano le vele di due dozzine di navi. La città è illuminata da diversi fuochi. Si accorge che delle guardie Pasdreni, da un bastione di legno, la stanno osservando. Una le fa il gesto dei soldi, seguito da un gesto osceno. La donna guarda il suo bambino.
  • Bjorn grida ancora. Qualcuno si volta verso di lui, ma non l’oste. Vicino a lui, uno sconosciuto gli dice “Dovresti farti vedere quelle ferite! Puzzano davvero male.”
  • Sulla spiaggia, di fronte alle navi ancorate, tra il viavai di casse, merci ed animali, Altgar parla a una folla di scaricatori. Accanto a lui, Tercipomalo resta immobile a fare brutto. Qualche mendicante si aggira tra la folla a chiedere spiccoli o pane. C’è un barile aperto, pieno di vino, con un mestolo pronto. Sul barile è marchiato a fuoco lo scudo col cappio, simbolo dei Voltaiulo.
  • Bjorn scaglia il boccale contro il menestrello, colpendolo in faccia. Per un attimo, scende il silenzio nella taverna. Urico guarda i PG spaventato. Bjorn è ubriaco e sta cercando la rissa…

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  • La rissa viene evitata, per fortuna. Anche se uno sbronzo voleva difendere il menestrello a spada tratta e c’erano molti mugugni, Altgar e Tercipomalo riescono a tenere fermo Bjorn, dopo che una guardia intervenuta l’aveva colpito in testa con l’estremità non appuntita della lancia.
  • Arrivano i volontari, scalcagnati.

-) Il Bülü, che di nome fa Babbelbo, si unisce spiegando che “la sua gente”, ovvero i poveri senza fazione della città, vogliono tornare allo stato pre-invasione, quando in qualche modo riuscivano a sbarcare il lunario. Ora tutto è fermo.
-) I 5 mercenari capitanati da NOME1 che, non avendo di meglio da fare, si accodano per un possibile guadagno sul campo
-) i vecchi soldati, reduci della prima battaglia di Uzoro (tra cui il loro capo NOME2) pronti a ripetere le antiche gesta
-) la guaritrice NOME3 quattro cipolle: vecchia, brutta, con l’occhietto offeso, odiata da tutti. Amata (carnalmente?) da Tercipomalo.

  • Artgal va a parlare con Bostril, nella di lui tenda. Lo trova mentre si fa fare toeletta da una puttana. I due guerrieri si squadrano e si provocano. Artgal “vuole conoscere” il campione, il quale a sua volta vuole dargli degli schiaffi. Non con cattiveria, solo per togliergli quel sorrisetto saccente dalla faccia. Ad un certo punto si intromettono anche Tercipomalo e Bjorn. Una cosa tira l’altra e si giunge a due risultati:
    - Artgal e Bostril si scontreranno nella fossa. I termini della lotta sono lasciati impliciti, ma tutti paiono aver capito. Salvo che davvero non hanno capito.
    - Artgal è interessato ai danari e, per unirsi alla nascente Brigata di Travonia, vorrebbe molti, molti soldi. L’idea di diventare però, post vittoria, signore di un villaggio, lo stuzzica abbastanza “Potrei amministrare orribilmente e vessare i più deboli. Mi piace.”
  • Alla fossa uno dei divertimenti della serata è far sbranare un ornogese da quattro cani. Tutto normale, insomma, salvo che dalla folla esce una vecchia (una delle rifugiate) che riconosce nell’ornogese il proprio figlio, sparito molti anni fa e che, a detta di Donna Maima non è invecchiato (o è invecchiato pochissimo) proprio grazie alla maledizione di Ornoge. Tercipomalo, non potendo sopportare la scena, si fa largo tra la folla e stordisce con un poderoso colpo d’ascia l’ornogese. Poi si carica la vecchia in spalla e si allontana dalla scena. Intanto Donna Maima è stata coperta di insulti dal popolino – e da Artgal, il cui gusto per il sangue è stato notato.
  • Artgal vs. Bostril: si menano. Bostril inizia “per stordire”. Artgal risponde con ferite letali, e c’è un’escalation di violenza. Risultato: Bostril con varie (3?) ferite leggere, Artgal con due leggeri e una grave(!). Un altro mese fermi, porco Ornoge. I rinnegati di Hule non sono un’opzione valida – si teme che ce l’abbiano con Artgal. Si decide quindi di affidare il guerriero ferito alle cure di NOME3 quattro cipolle.
  • Un nuovo banditore si presenta in città: è un ufficiale della Compagnia della Bestia, venuto in cerca di guerrieri. Tercipomalo e Bjorn lo approcciano. Il banditore all’inizio è molto sospettoso verso i due rinnegati, i quali però mostrano di non aver conti aperti con il loro vecchio esercito (ufficialmente). Ci si dà appuntamento alla Taverna Nera, dove il gruppo risiede ormai stabilmente.
  • Dialogo con Tolgar, si chiariscono un po’ meglio i compiti. Lui si occupa dei soldati prezzolati, i PG dei volontari. Si rende noto che serviranno balliste.
  • Sul finale, il gruppo è visitato da un incazzatissimo Vlado, il temutissimo “Mignolo” capo delle operazioni segrete nella Compagnia della Bestia. Come mossa d’apertura, Vlado ammazza il locandiere Urico, gridando come una furia. Il gruppo poi fa rapporto. Viene spiegato il piano, vengono spiegate le difficoltà. Artgal piange miseria, si fa promettere la pentola d’oro intera. Il gruppo guadagna qualche mese (tre?) e quattro pentole d’oro, che arriveranno sotto forma di lettere di credito. Poi Vlado se ne va, nascondendo il cadavere del locandiere e annunciando che la locanda andrà, a breve, a fuoco.

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